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COVID-19 LA NUOVA MINACCIA GLOBALE

Il nome "coronavirus" deriva dal termine latino "corona" e si riferisce all'aspetto caratteristico dei virioni (la forma infettiva del virus), che presenta una serie di glicoproteine superficiali che danno un'immagine che ricorda una corona.

Si tratta di un’ampia famiglia di virus, responsabili di diverse patologie nei mammiferi e negli uccelli; in alcuni casi possono evolversi ed infettare l’uomo per poi diffondersi rapidamente nella popolazione.

coronaivirus.jpgI coronavirus provocano infezioni alle vie respiratorie spesso sotto forma di raffreddore comune.

 In alcuni casi però possono provocare sindromi respiratorie gravi come la come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave) con esiti a volte letali.

A dicembre 2019 nella città di Wuhan in Cina, è stato identificato un nuovo ceppo di coronavirus denominato Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2).

A febbraio 2020 l’OMS ha definito il nome dell’infezione da SARS-CoV 2 con la denominazione COVID-19, sintesi dei termini CO-rona VI-rus D-isease e dell'anno d'identificazione, 2019.

Sintomi

I sintomi più comuni di un’infezione da coronavirus nell’uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. In particolare:

I sintomi possono includere:

Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie croniche, quali diabete e malattie cardio-vascolari e oncologiche.

Trasmissione

Trattandosi di un virus respiratorio, si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline aerodisperse dalle persone infette, ovvero:

Le malattie respiratorie normalmente non si trasmettono con gli alimenti a condizione di rispettare le buone prassi igieniche.

Secondo quanto emerso dagli dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. L’OMS considera non frequente l’infezione da nuovo coronavirus prima che sviluppino sintomi.

Il periodo di incubazione varia tra 2 e 12 giorni; 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.

La via di trasmissione da temere è soprattutto quella respiratoria, non quella da superfici contaminate. E’ comunque sempre utile ricordare l’importanza di una corretta igiene delle superfici e delle mani. Anche l’uso di detergenti a base di alcol è sufficiente a uccidere il virus. Per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% .

Per prevenire l’infezione e rallentare la trasmissione del SARS-CoV 2, proteggendo se stessi e gli altri, è necessario seguire le principali norme di igiene, collaborando all'attuazione delle misure di isolamento e quarantena in caso di contagio e seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie.

Le procedure da attuare scrupolosamente, sono le seguenti:




LEGIONELLA

4° Conferenza Internazionale Amsterdam il 22/23 Settembre 2016.
Per ulteriori informazioni.  Link

NEWS LEGIONELLA

24/10/2015
Tracce di legionella in un impianto a Capannoli.
Per ulteriori informazioni. LA NAZIONE

09/10/2015
Legionella, allarme a Calambrone.
Per ulteriori informazioni. LA NAZIONE

18/08/2015
Sospetto caso di morte per Legionella a Cona.
Per ulteriori informazioni. WWW.ESTENSE.COM

12/06/2015
Sei casi sospetti di legionella alle Terme di Villamaina: muore un anziano.
Per ulteriori informazioni. IL MATTINO


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IL RITORNO DELL'INFLUENZA H1N1 

Inverno 2015


30/09/2015


Secondo gli esperti, saranno 3-4 i virus protagonisti: innanzitutto il già conosciuto A/H1N1, poi A/H3N2, B/Phuket e forse il virus B/Brisbane. 


  FONTE  LA STAMPA


PREVENIRE VIRUS H1N1

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Articoli della stampa


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DISINFEZIONE VIRUS

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NDM-1: UN NUOVO PERICOLO PER LA NOSTRA SALUTE

Dopo che il 10 agosto scorso il Direttore generale del WORLD HEALTH ORGANIZATION Dr Margaret Chan ha confermato che per il virus dell'influenza A( H1N1 ) siamo ormai passati alla fase post-pandemica, l'attenzione internazionale degli scienziati si è spostata su un nuovo possibile pericolo per la salute umana, denominato NDM-1.
Questo è l'acronimo di New Delhi metallo-β-lactamase-1, ovvero di un enzima identificato nel dicembre del 2009 in un paziente affetto da polmonite da Klebsiella pneumoniae; il gene di questo enzima rende i batteri che lo trasportano resistenti ai più potenti antibiotici .
I batteri dotati di questi geni sono stati chiamati "superbatteri" poichè il gene NDM-1 è in grado di produrre un enzima capace di neutralizzare l'attività degli antibiotici ad ampio spettro.
Quindi, le infezioni provocate da questi "superbatteri" risultano particolarmente difficili da curare.
Fino ad oggi sono stati individuati una cinquantina di casi in Inghilterra, ma infezioni simili sono già state identificate negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e nei Paesi Bassi.
Gli scienziati pensano che la diffusione di questi "superbatteri" potrebbe diventare in poco tempo, un grave problema per la salute mondiale.
Infatti, il codice del DNA può facilmente passare da un ceppo di batteri ad un altro attraverso il trasferimento genico orizzontale. Se l'enzima NDM-1 viene ospitato da un batterio Gram- già resistente agli antibiotici, come l'Escherichia coli o la Klebsiella pneumoniae, esiste il rischio di pericolose infezioni in grado di diffondersi rapidamente da uomo a uomo. Queste infezioni possono diventare incurabili.
Il passaggio dell'infezione da paziente a paziente si è gia verificata negli ospedali del Regno Unito.
La diffusione del super batterio può essere contrastata solo attraverso la sorveglianza internazionale, l'individuazione tempestiva e l'isolamento dei pazienti infetti, la disinfezione delle attrezzature ospedaliere e soprattutto mediante un'accurata igiene delle mani.

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